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Guida

Come aprire un file .p7m (e capire se la firma è valida)

Un file .p7m è un documento con firma digitale: dentro c’è il file originale, di solito un PDF o una fattura XML, chiuso in una “busta” che contiene la firma. Ecco come aprirlo, come verificare la firma e cosa fare quando ne ricevi tanti via PEC.

Aggiornata il · lettura 2 minuti

Cos’è un file .p7m

L’estensione .p7m indica un file firmato digitalmente nel formato CAdES, il più usato in Italia. Il nome di solito ha una doppia estensione, per esempio contratto.pdf.p7m o fattura.xml.p7m: la prima indica il tipo di documento contenuto, la seconda la busta di firma.

Per questo un doppio clic spesso non funziona: il computer vede un file .p7m e non sa che dentro c’è un PDF. Serve un programma che apra la busta, estragga il documento e controlli la firma.

Come aprirlo: le strade possibili

Qualunque strada scegli, il risultato giusto è doppio: vedi il documento e vedi l’esito della verifica, cioè chi ha firmato, quando, e se il certificato era valido in quel momento.

  • Software di firma gratuiti: i prestatori di servizi fiduciari che rilasciano le firme digitali (per esempio InfoCert, Aruba, Namirial) offrono programmi gratuiti che aprono il file e verificano la firma
  • Servizi di verifica online: caricano il file e mostrano il documento e l’esito della verifica. Comodi, ma il documento esce dal tuo computer: evitali per contratti e dati personali
  • Programmi per la PEC e l’archivio, come PostArch con l’addon Firme digitali: aprono i .p7m allegati direttamente dall’archivio, senza salvarli e riaprirli uno per uno

Come leggere l’esito della verifica

Una firma è valida quando il documento non è stato modificato dopo la firma e il certificato del firmatario era valido (non scaduto né revocato) al momento della firma. Il programma lo dice con un esito chiaro e mostra il nome del firmatario.

Se l’esito è negativo non vuol dire per forza che il documento è falso: può essere scaduto il certificato o mancare un aggiornamento dell’elenco delle autorità di certificazione nel programma. In caso di dubbio chiedi al mittente una copia nuova o fai verificare il file a chi ti assiste.

Non rinominare il file togliendo .p7m per aprirlo: così perdi la verifica della firma e, per molti documenti, anche il loro valore di prova.

Quando i .p7m arrivano via PEC

Atti, contratti e fatture firmate arrivano spesso come allegati PEC. Il problema non è aprirne uno: è ritrovarlo dopo mesi, insieme alla PEC e alle ricevute che dimostrano quando è arrivato. Salvare il .p7m in una cartella separa il documento dalla sua prova di consegna.

Con PostArch ogni PEC resta nel formato originale, con busta e ricevute, e gli allegati firmati si cercano per nome, mittente e data. Con l’addon Firme digitali li apri e ne vedi l’esito della verifica senza uscire dall’archivio.

Domande frequenti

Posso aprire un .p7m sul telefono?

Sì, con le app di firma dei principali prestatori di servizi fiduciari o con un servizio di verifica online. Per documenti riservati preferisci un’app che lavora sul telefono senza caricare il file su un sito.

Che differenza c’è tra .p7m e un PDF firmato?

Il .p7m (CAdES) racchiude il documento in una busta e richiede un programma di verifica per aprirlo. Il PDF firmato (PAdES) resta un PDF che si apre con qualsiasi lettore, e la firma si vede nel pannello firme.

Perché le fatture elettroniche sono a volte .xml.p7m?

Perché chi le emette può firmarle digitalmente. Dentro c’è la fattura XML: per leggerla vedi la guida alla fattura elettronica XML.

PostArch verifica la firma dei .p7m?

Con l’addon Firme digitali sì: controlla la firma e segnala se è integra o meno.

Posso cercare dentro il contenuto firmato?

Sì: PostArch estrae e indicizza il contenuto, rendendolo ricercabile come il resto.

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